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- Congedo di 24 mesi per cure, preservando il posto di lavoro.
- Lavoratori autonomi: sospensione attività fino a 300 giorni/anno.
- Introdotte 10 ore annue di permessi retribuiti dal 1° gennaio 2026.
- Priorità allo smart working dopo il congedo per agevolare il rientro.
- Tutela estesa a chi ha invalidità pari o superiore al 74%.
La legge n. 106/2025, entrata in vigore il 9 agosto 2025, introduce significative tutele per i dipendenti, sia del settore pubblico che privato, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra esigenze di cura e attività lavorativa. Questa legge rappresenta un passo avanti fondamentale nella protezione dei diritti dei lavoratori più vulnerabili, riconoscendo le specifiche difficoltà che essi affrontano quotidianamente.
La legge interviene in un contesto in cui i permessi retribuiti previsti dalla legge 104/1992, pur rappresentando un valido strumento, non sempre si rivelano sufficienti a coprire le necessità dei lavoratori con patologie gravi. La nuova normativa, quindi, si pone come un’integrazione e un potenziamento delle tutele esistenti, offrendo nuove opportunità e strumenti per affrontare le sfide legate alla malattia.
Congedo biennale e priorità di accesso allo smart working
Una delle principali novità introdotte dalla legge è la possibilità per i lavoratori affetti dalle patologie indicate di richiedere un periodo di congedo dal lavoro della durata massima di 24 mesi, anche frazionabili. Durante questo periodo, il lavoratore conserva il posto di lavoro, ma non percepisce la retribuzione e non può svolgere altre attività lavorative. Questa misura offre un’importante opportunità per dedicarsi alle cure e al recupero, senza la preoccupazione di perdere il proprio impiego.
Al termine del congedo, la legge prevede il diritto di accesso prioritario al lavoro agile, o smart working, qualora la prestazione lavorativa lo consenta. Questa disposizione mira a favorire il reinserimento graduale del lavoratore nel contesto professionale, offrendo una modalità di lavoro più flessibile e compatibile con le esigenze di salute. L’accesso prioritario allo smart working rappresenta un’opportunità preziosa per mantenere un legame con il mondo del lavoro e preservare le proprie competenze professionali.

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- 🤔 Congedo biennale senza retribuzione? Forse non è la soluzione......
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Sospensione dell’attività autonoma e nuovi permessi retribuiti
La legge n. 106/2025 non si limita a tutelare i lavoratori dipendenti, ma estende le proprie tutele anche ai lavoratori autonomi. A partire dal 9 agosto 2025, i lavoratori autonomi affetti dalle patologie indicate possono richiedere la sospensione dell’esecuzione della prestazione lavorativa per un periodo massimo di 300 giorni per anno solare. Durante questo periodo, il contratto di lavoro rimane sospeso, senza diritto al corrispettivo, ma il lavoratore ha la possibilità di dedicarsi alle cure e al recupero.
Un’ulteriore importante novità è rappresentata dall’introduzione di 10 ore annue di permessi retribuiti, a partire dal 1° gennaio 2026, per visite, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche, nonché cure mediche frequenti. Questi permessi sono riconosciuti ai dipendenti pubblici e privati affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, ovvero da malattie invalidanti o croniche con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. I permessi sono economicamente coperti da un’indennità anticipata in busta paga dal datore di lavoro, per conto dell’INPS.
Verso una maggiore inclusione e consapevolezza
La legge n. 106/2025 costituisce un progresso significativo nella protezione dei lavoratori che convivono con patologie oncologiche, croniche e invalidanti. Le innovazioni introdotte, dal congedo biennale all’accesso prioritario al lavoro agile, dalla sospensione dell’attività autonoma ai nuovi permessi retribuiti, offrono un supporto tangibile ai lavoratori e alle loro famiglie, contribuendo a elevare la loro qualità di vita e a facilitare la loro integrazione nel panorama lavorativo.
È fondamentale che le aziende si adeguino rapidamente alle nuove disposizioni legislative, aggiornando le proprie procedure interne e i software paghe e gestione presenze, al fine di garantire ai dipendenti la piena fruizione dei diritti previsti dalla legge. Allo stesso tempo, è auspicabile che l’INPS fornisca al più presto indicazioni operative chiare e dettagliate, al fine di agevolare l’applicazione della legge e di evitare ritardi o incertezze.
Un Nuovo Orizzonte di Tutele: Riflessioni Legali e Personali
Amici, parliamoci chiaro. Questa legge non è solo un insieme di articoli e commi; è un segnale forte che lo Stato vuole proteggere chi si trova in una situazione di fragilità. Pensate a un lavoratore che lotta contro un tumore: sapere di avere un congedo per curarsi, senza perdere il posto, è una boccata d’ossigeno.
Dal punto di vista legale, è interessante notare come questa legge si inserisca nel solco del principio di “ragionevole accomodamento”, un concetto che deriva dal diritto antidiscriminatorio e che impone ai datori di lavoro di adottare misure per consentire ai lavoratori disabili o con problemi di salute di svolgere la propria attività lavorativa. Un aspetto più avanzato è la possibile applicazione analogica di questa legge ad altre situazioni di vulnerabilità, aprendo la strada a una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori in generale.
Ma al di là degli aspetti legali, riflettiamo un attimo: cosa significa davvero questa legge per la nostra società? Significa che stiamo imparando a considerare la malattia non come un ostacolo insormontabile, ma come una fase della vita che va affrontata con dignità e con il sostegno di tutti. Significa che stiamo costruendo una società più inclusiva, in cui nessuno viene lasciato indietro. E questo, amici miei, è un valore inestimabile.